Cronaca semiseria dell’Adige Marathon 2019, ovverossia a Pescantina nel 2019 in attesa di Osaka 2020

Se sciando, dopo essere caduti, vi capitasse di essere aiutati a rimettervi in pista da Sofia Goggia, che a sua volta sta sciando in testa ad un gruppo di ragazzini assatanati, sarebbe tanto inusuale che, sono certo, non manchereste di raccontarlo per almeno una settimana a tutti i malcapitati che vi capiterebbero a tiro. Bene questo è quanto in un certo senso è accaduto a due amatori che in occasione dell’Adige Marathon con il loro K2 si sono arrampicati su di un sasso dal quale difficilmente si sarebbero staccati senza l’aiuto di Giulia Formenton, la scorsa domenica impegnata in veste di guida tecnica – e spirituale aggiungo io – del folto gruppo di ragazzini del Canoa Club Oriago. Il fatto, tuttavia, non ha destato la minima curiosità tanto che i due improvvisati canoisti non solo non racconteranno mai ad alcuno l’episodio a loro occorso, ma si sono pure sentiti in dovere, dopo aver combinato un pasticcio che pur impegnandosi era davvero improbabile combinare, di dispensare buoni consigli su come essere disincagliati. D’accordo la Formenton non è certo la Goggia, ma, pure fatte le debite proporzioni, l’episodio avrebbe comunque un non so che di inusuale se non fosse accaduto all’Adige Marathon. Sì, perché l’Adige Marathon non è una comune gara di canoa, ma è soprattutto un grande contenitore dove puoi trovare le diverse sfaccettature che danno forma al popolo della canoa, anzi, vista la partecipazione dei raft, è più esatto parlare di popolo della pagaia.
Ed è proprio con questo spirito che una folta delegazione gialloblu ha partecipato alla gara di domenica: c’erano i nostri campioni del College della Pagaia, cioè la Thilde, Jack e Bernard (i primi due hanno vinto le loro gare, mentre Bernard si è fatto fregare da Razeto Il Giovane), c’era il Teo Arzani (canoista non più di primo pelo ma comunque di razza, 4° nel K1 fluviale ma soprattutto davanti allo sfuggente Felipe di ben un minuto), c’era la Laura Bonisolli (giunta direttamente da Ledro per vincere il K2 misto e al tempo stesso pure intersocietario) e c’era l’inossidabile Giuso (per l’occasione un po’ meno 18/10 dovendosi fermare a metà percorso). Ma non basta, perché era cussina anche la nutrita pattuglia di fuorigara (termine gentile per indicare soggetti per diverse concause inadatti a competere), cioè il Violo (altocorsista convertitosi in età matura alla discesa che domenica avrebbe comunque detto la sua pure fra gli agonisti), il Sandrone (che non si comprende perché alla sua età si incaponisca ancora con questi passatempi anche se nell’occasione, gli va riconosciuto, si è reso utile come carro attrezzi), Paola e Alessandro (insieme I Paolini, domenica traviati dal RamellaPensiero), Monica (con un kayak che sarebbe stato perfetto per un concorso d’eleganza tipo Pebble Beach), ed infine Roberta, Grace e 00Springhets (che per esser certe di non perdere la copertura sono partite da metà precorso: da Dolcè, per intendersi, non da Borghetto). Riccardo ha corso invece su un raft (ma dopo i trionfi mondiali poteva essere diversamente?) ed è andata bene: non per il mal di schiena che si è beccato spalettando per una ventina di chilometri, ma perché ha vinto nelle categoria pararaft (almeno così sembrerebbe dai racconti orali, perché dalla classifica ufficiale non si capisce un granché).
E qui finisce la cronaca semiseria, resta solo ancora da capire cosa c’entra Osaka 2020. Qualcuno avrà già detto che si tratta di un refuso, i prossimi Giochi saranno a Tokyo e non ad Osaka: io potrei cavarmela dicendo che fra Osaka o Tokio non cambierebbe granché, tanto sono sempre molte ore di aereo. Invece vi dico che ho scritto Osaka non a caso, ma conscio di scrivere Osaka. Ed allora che ci azzecca Osaka? Punto 2: in questo modo è venuto fuori un bel titolo alla Wertmuller; Punto 1: qualche ben informato dice che il prossimo anno ad Osaka si consumerà un rito dai contorni epocali: sembra che ci siano già in giro dei video promozionali, ma a questo punto il racconto sconfina nella leggenda…

Moneypenny

ps. per i pedanti ed i curiosi: a questo link  https://www.adigemarathon.com/risultati tutte le classifiche


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