Ciffonauti: Fiume Trebbia, da Marsaglia a Bobbio

Anche stavolta i ciffonauti sono riusciti a trovare un modo di pagaiare conviviale, complice il bel tempo e la fame accumulata con la discesa…
Ma cominciamo dall’inizio, quando le temperature e la pioggia battente hanno fatto sì che il nostro coach ci facesse rinunciare al raduno sul Trebbia il 14 aprile, confidando in tempi migliori (è proprio il caso di dirlo). Quindi, avendo avuto il via dal meteo, eccoci il 28 alle 8, pronti al capannone  a caricare canoe sulle macchine … dei soliti generosi (prometto prometto che ci saranno a breve anche sulla mia). Sosta a Perino per incontrare gli amici di Pagaia Rossa e per rifornimento vivande (ricchi panini e salumi), nonché caffè e bicchiere di vino nei locali frequentati dallo sceriffo! Chi conosce Perino, capirà. Per chi come me (un po’ snobbona  vista la provenienza alpina) non la conosceva,  la val Trebbia si apre in tutta la sua bellezza man mano schiudendo i suoi segreti.. i colori e le curve del Trebbia. Viste dalla strada  le  schiume sembrano  schiumette, niente di che. Sfidando un gruppo di motoristi in raduno, parcheggiamo i veicoli a Marsaglia e caliamo le barche sul marciapiede, e con la solita  baldanza cominciamo a fare cipolla, e già subito vengo  rimbrottata perché sono poco vestita… fortunosamente Paola mi presta una termica  aggiuntiva che si rivelerà assai utile. Tutti bardati, pronti sull’acqua, dopo il solito  e immancabile trasporto pedestre di  canoe (è un must) si parte!!!
Dopo meno di cento metri, avevamo appena salutato i Ramella,  ecco il primo assaggio di torrente, giù!, mi rovescio sbagliando l’approccio a un sasso (….è sempre questione di approccio). Non riuscendo a nuotare verso riva, volente o nolente metto in pratica le nozioni del corso sul Sesia e mi lascio scivolare nella corrente alla ricerca di un altro approdo, altro sasso che abbraccio  caldamente! All’improvviso mi sento sollevare per la collottola, come si dice, e il Milli mi tira su come  fossi un gatto. Risalgo in canoa e lì devo decidere, il Mauri è perentorio: devo sapere che non ho più approdi, casomai desistessi più avanti. Due ore così? Ma no! Ce la dobbiamo fare. E si riparte: e come ha detto una delle guide, la prima caduta ti dà  lo sprint ed è stato vero! Da lì, circondata da guardie del corpo,  dopo le prime rapide,  c’è stato spazio anche per il divertimento! Dei nominati cinque “inesperti” dal Mauri, Gigi, Paolino, Paola, Laura ed io, siamo riusciti  a farci tutti qualche bagno, alcuni immortalati dalla sapiente camera  delle guide più sadiche (che dicevano: “adesso li tiro su o li fotografo?..”). Eccezioni Laura, che è rimasta asciutta e Mauro che non è neanche stato nominato inesperto, e che è andato a bagno quando ha voluto.  Il fotografo Ale Villa ha comunque fatto si che anche un bagno sembrasse un mega eskimo, almeno nelle immagini che accompagnano questa  giornata.
Ma davvero la sapienza delle guide ci ha aiutato tantissimo! Ad alcuni sembra incredibile esserci riusciti. Man mano che procedevamo tra morte azzurre e controroccia bianchi, godevamo di ogni  spruzzo in faccia,  e l’impressione era di  scivolare cavalcando l’onda, ogni volta che la pagaiata e il fianco erano quelli giusti…
Così siamo arrivati anche alla mitica galleria, davanti al cui ingresso ribollivano  accartocciandosi le une sulle altre, onde di schiuma che da lontano sembravano  ostruire l’ingresso nero del tunnel. Brrr ! Qualche temeraria (sempre Laura) accenna al desiderio di buttarcisi, tosto frenata nel suo impeto dal Mauri, il quale viceversa, ci si butta lui, desideroso di aggiungere questa esperienza all’emozione di averci portati sani e salvi a casa….
Nel frattempo noi umani abbiamo optato per il passaggio alternativo  con un trasbordo verso un nuovo azzurro nel quale siamo arrivati con un imbarco svizzero tra le rocce, imbarco che il Pec e la Dany hanno estremizzato pericolosamente tuffandosi invece da sopra la diga. Ed è così che  “pian piano” siamo arrivati in prossimità dello sbarco, dove ancora una volta ci attendevano i Ramelli immortalando il nostro arrivo una volta per tutte, per chi non ci avesse creduto. Qualche turista steso al sole sui caldi sassi della riva ci chiede chi siamo e volentieri indugiamo, ormai arrivati, a dare informazioni tecniche sul CUS, ma poi, … via a cambiarsi verso  il  caldo convivio con gli amici di Pagaia Rossa.  Usuale abbondanza, varietà e (possiamo dirlo) qualità di cibi e bevande (rigorosamente alcoliche, è ovvio). Il Mauri si stava scordando la colomba, ma abbiamo subito riparato…
Mentre tornavamo in macchina con Silvio e il Mauri si faceva il consuntivo della giornata, ma il desiderio di condividere con gli altri ciffi quello che avevamo vissuto ha fatto si che Mauro e Mauri facessero girare le emozioni provate in (un’altra) galleria….  E mentre ridevamo come  bambini ancora una volta il sole calava sull’orizzonte, le colline e tutto quanto era intorno mi sembravano rosa  J ( ma non era pejote, ..era vero).

Meravigliose fotografie collegandoti a www.ciffonauti.org

Isabella Springhetti


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