Canoa – Il Kayak d’autunno, uscita marina da Rapallo a Portofino

“Gli spietati salgono – Sul treno e non ritornano – Mai più, non sono come noi – Perduti antichi eroi – Noi due che al binario ci diciamo addio…” così recitano i Baustelle ne “Gli spietati”, un singolo con qualche anno sulle spalle. La canzone tratta della separazione crudele di due innamorati, stritolati dalle circostanze funeste che si sono trovati a vivere. Ma cosa c’entra con l’escursione a Rapallo dei Ciffonauti? Dovete sapere che, durante le mie osservazioni del loro comportamento, mi piace soffermarmi a guardare la loro interazione con la Natura, che così tanto ha da offrire loro. Mentre il Sole tramontava sulla loro giornata in canoa mi sembrava di riuscire a leggere sui loro volti un sentimento di tristezza e malinconia, quasi che la separazione dal Mare fino all’anno successivo rappresentasse la fine di una storia d’amore. Ma andiamo con ordine.
Giornata impegnativa fin da subito per i nostri, in piedi all’alba sul piazzale del CUS Pavia. Qualcuno sonnecchiante, altri intenti a stropicciarsi gli occhi ancora imbevuti dei sogni della notte appena trascorsa. Una volta saliti a bordo delle auto che li avrebbero portati a destinazione hanno cominciato a discutere su chi avrebbe fatto cosa: qualcuno voleva avvistare a tutti i costi Pier Silvio e consorte a Portofino, altri avevano in mente la focaccia ligure e alcuni desideravano soltanto godersi gli ultimi flutti del mare, ancora caldi di estate. Una volta raggiunta la spiaggia si sono tuffati a bordo delle loro imbarcazioni, in una sorta di esultanza corale (strani questi personaggi eh?!), cominciando a pagaiare all’impazzata per raggiungere il largo. I sogni di molti si sono realizzati nel pomeriggio, quando zia Tiziana è riuscita a scorgere in lontananza Silvia Toffanin. Ha tentato di strapparle un’intervista per “Verissimo”, purtroppo senza successo. Sarà per la prossima volta zia! In tutto ciò i Paolini erano intenti a discutere di un complicatissimo teorema di geometria con un semplice cerchio tracciato sulla sabbia e qualche parola detta in toscano stretto (bigettiva, se io ciò, deh): chissà se anche Euclide faceva come i nostri due matematici!
Sul lungomare, invece, stava il resto del gruppo ad ammirare uno dei tramonti più belli degli ultimi anni, sembrava una tipica ottobrata romana (trasferita in Liguria) sia per la limpidezza del cielo sia per la temperatura particolarmente mite. Il profumo della focaccia ligure offerta abbondante dagli amici del Canoa Club Rapallo alimentava i loro sensi. In loro scorgevo i sentimenti di cui vi parlavo inizialmente, ma non si può tornare indietro, perché in ogni viaggio c’è una soglia che delimita l’irreversibile: il treno si mette in moto, l’aereo si stacca dalla pista, la nave si allontana dalla banchina. Arriva un momento in cui non siamo più in grado di fermare il mondo e scendere.

Il fisicosenzafisico, alias Samuele Resmini

Tutte le foto su www.ciffonauti.org


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