Canoa – Valsesia: due giorni nel cuore dell’Acqua Mossa
C’è un momento, appena prima di entrare in una rapida, in cui il rumore dell’acqua copre ogni altro pensiero ed lì che inizia davvero l’avventura.
Lo scorso weekend del 20 e 21 giugno un gruppo di undici canoisti del corso adulti del CUS Pavia Canoe ha lasciato le tranquille acque del Ticino per immergersi nell’energia travolgente della Valsesia, affrontando due giornate che resteranno a lungo nei ricordi di tutti i partecipanti.
Sabato: il battesimo del “Tratto di gara”
La prima giornata ha visto protagonisti · Agnese, AleCososky, AleGhigi, AleVilla, Carlo, Filippo, Nicolò, Paolina, Pierluigi, Violo, Walter.
Dopo il briefing con gli istruttori di RiverSoul, il gruppo ha affrontato uno dei percorsi più iconici della valle: il celebre “tratto di gara”, una sequenza di rapide e passaggi tecnici che rappresentano una vera palestra naturale per chi vuole crescere nell’acqua mossa.
Una dopo l’altra sono arrivate le rapide dai nomi ormai leggendari: Ippopotamo, Trancia, Slalom, Aperitivo, Ubriaco e il Labirinto. Ogni passaggio ha richiesto concentrazione e tecnica. Le linee d’acqua cambiavano continuamente, le onde spingevano i kayak da una parte all’altra del fiume e ogni rapida regalava quella scarica di adrenalina che rende l’acqua mossa irresistibile.
Tra pagaiate potenti, entrate in morta e qualche inevitabile bagno, il gruppo ha completato con successo la discesa, accumulando esperienza e fiducia per i 6.5 km del percorso.
A fine giornata, Agnese e AleCososky hanno concluso la loro avventura valsesiana, ma non prima di condividere con il resto della compagnia una meritata cena presso il ristorante Le Due A. Una scelta apparentemente insolita per un gruppo di canoisti in montagna: specialità di mare nel cuore della Valsesia. Eppure, dopo tante energie spese in fiume, ogni piatto è stato accolto come un piccolo capolavoro gastronomico ed il fritto misto l’ha fatta da padrone.
La serata è poi proseguita nell’area di RiverSoul, dove tende, sacchi a pelo e aria fresca di montagna hanno regalato a tutti un meritato riposo dopo le fatiche della giornata. O quasi. A scandire la notte ci hanno pensato infatti le campane della vicina chiesa che, con encomiabile puntualità, hanno ricordato a tutti il passare del tempo suonando ogni ora. Un dettaglio che qualcuno ha interpretato come un suggestivo richiamo alla tradizione locale e qualcun altro come un originale sistema di controllo del sonno. In ogni caso, tra un rintocco e l’altro, le energie necessarie per affrontare le Gole del Sesia sono state recuperate con successo.
Domenica: le spettacolari Gole del Sesia
Se il sabato era stato intenso, la domenica ha alzato ulteriormente l’asticella. Il gruppo rimasto ha affrontato uno dei percorsi più suggestivi dell’intera Valsesia: le magnifiche Gole del Sesia.
La partenza è avvenuta nei pressi del ponte romano che attraversa il fiume all’altezza di Scopetta, un luogo che sembra uscito da una cartolina. Da lì il Sesia si addentra in una valle lontana dalla strada carrozzabile, attraversando un ambiente selvaggio ed incontaminato. Per qualche chilometro il fiume scorre incastonato tra pareti rocciose, boschi e canyon naturali, trasformando la discesa in una sorta di gigantesco parco giochi creato dall’acqua stessa.
Le rapide si susseguono, alternate a tratti di straordinaria bellezza paesaggistica. Non sono mancati alcuni impegnativi trasbordi che hanno messo alla prova gambe e fiato dei partecipanti, ma la fatica è stata ampiamente ripagata dalla qualità dell’esperienza.
Ogni curva del fiume regalava nuovi scenari, ogni rapida una nuova emozione. Un percorso che riesce a combinare tecnica, avventura e immersione totale nella natura come pochi altri.
Un ringraziamento speciale va alle straordinarie guide e istruttori di RiverSoul: Elena, Davide e GG, che ci hanno accompagnato per tutto il weekend con competenza, attenzione e professionalità.
La loro capacità di leggere il fiume, individuare le linee migliori e trasmettere sicurezza anche nei passaggi più impegnativi ha permesso a tutti di affrontare le discese con il giusto equilibrio tra divertimento e prudenza.
La Valsesia ci ha regalato un altro weekend indimenticabile. Due giorni di acqua bianca, nuove esperienze, natura autentica, amicizia e tante pagaiate condivise. Due giorni che hanno dimostrato ancora una volta come l’acqua mossa non sia soltanto uno sport, ma un modo speciale di vivere il fiume: imparando a rispettarlo, ad ascoltarlo e, qualche volta, a lasciarsi sorprendere dalla sua forza.
E come sempre accade dopo una bella discesa, appena smontata l’ultima tenda e caricata l’ultima canoa, una sola domanda iniziava già a circolare tra tutti:
“Troppo bello, quando torniamo!?”
Alessandro Villa
Tutte le foto: https://www.ciffonauti.org/foto/index.php?/category/30
Leggi anche...

Canoa - Discesa Bereguardo–Pavia: venti chilometri di Ticino, sole e pagaie

Canoa - Giovanni Penasa porta il CUS Pavia in azzurro agli Europei di Pitești

Canoa - Pioggia di medaglie al Campionato Interregionale di Velocità







