I pisani sulla barca dell’università di Pavia

Nella storia, fra l’altro recente, della regata Pavia-Pisa si annoverano canottieri pisani in forza all’equipaggio di Pavia. Come sono arrivati i pisani a Pavia? Ce lo raccontano loro stessi.

LO SCIPPO. Gianluca Santi, 33 anni, di Pisa, ha partecipato a ben 9 edizioni della Pavia-Pisa: 4 sulla barca pisana, 5 sulla barca pavese. Gianluca Santi ha vestito la maglia della nazionale facendo parte dell’8+ pesi leggeri azzurro che nel 2011 ha vinto l’oro alla Coppa del Mondo e l’argento ai campionati mondiali assoluti.

«Come studente di farmacia all’università di Pisa e come atleta di canottaggio facevo parte della squadra del CUS Pisa. Ho avuto la fortuna di essere scelto dal CUS Pisa per far parte dell’equipaggio della regata. Con la barca pisana ho fatto 4 Pavia-Pisa».

«Dopo la laurea triennale sono andato all’università di Pavia al Dipartimento di Farmacia per avere informazioni circa un corso di laurea magistrale che mi interessava. Qui ho incontrato il professor Cesare Dacarro che oltre a essere uno dei professori del corso, era anche presidente del CUS Pavia. Quando seppe che ero un canottiere e per di più dell’equipaggio dell’8 pisano della Pavia-Pisa, mi ha incoraggiato a trasferirmi a Pavia dove avrei potuto continuare lo studio e la carriera agonistica grazie al College Remiero in collaborazione con la Federazione italiana canottaggio».

«Al CUS Pavia e all’università di Pavia ho potuto remare e studiare ad alto livello. Nel 2011 ho ottenuto alcuni fra i risultati più importanti della mia carriera agonistica (e professionale visto che ho conseguito la laurea magistrale e il master in marketing del farmaco) e da subito, nel 2008 sono stato scelto per partecipare alla regata Pavia-Pisa che si disputava a Pisa. Quindi esordivo sulla barca pavese a Pisa: mi sentivo un po’ un traditore».

«Partecipare alla regata è sempre una fortissima emozione. E’ una gara spettacolare perch&e133; è imprevedibile. E' uno sprint, una gara esplosiva, dove si vince per decimi di secondo. Si gareggia in due manches sulla distanza di 500metri a corsie invertite per via della corrente. Vince chi risulta più veloce dalla somma dei tempi di ciascuna manches. Non si può sbagliare nulla. La distanza corta non lo permette, non c’è tempo per recuperare. La distanza la si copre in poco più di un minuto».

LA CALAMITA. Mirko Fabozzi, nato a Pisa, classe 1994, ha partecipato a 19 campionati italiani vincendo una medaglia d’oro (nel 4-), una di argento (nell’8) e tre di bronzo. All’università di Pavia studia Scienze motorie. Nell’8 sta al carrello numero 3: pura potenza muscolare. Mirko viene da una famiglia di canottieri: il papà Luigi Fabozzi è il presidente del circolo canottieri Arno di Pisa e la sorella Gaia Fabozzi è una giovane promessa, quanto il fratello Mirko, del canottaggio azzurro.

«Quella del 2015 è stata la mia prima Pavia-Pisa – racconta Mirko -. Si è svolta a Pavia e abbiamo vinto. Ricordo una giornata di grandi emozioni, mio padre in tribuna è rimasto silenzioso perch&e133; non sapeva come fare. Poi è esplosa la gioia per la vittoria a cui avevo contribuito anch’io».

«Per chi fa canottaggio Pavia è un po’ una calamita. Qui si può frequentare corsi di laurea di qualità e allo stesso tempo allenarsi molto bene grazie ai tecnici Vittorio Scrocchi, allenatore della nazionale under 23 e Marco Beria. Quando dopo le scuole superiori ho dovuto scegliere, tutti mi hanno consigliato Pavia. E posso dire di essere soddisfatto di questa scelta».

LA FORZA DI ATTRAZIONE. Tanto da consigliarla ad altri. Ad esempio a Luca Romani, suo compagno di squadra al circolo canottieri di Pisa. Luca Romani, pisano 20 anni appena compiuti, ha partecipato a 15 campionati italiani vincendo una medaglia d’argento (nell’8) e tre di bronzo. Nell’8 sta al carrello 8: tecnica, gesto atletico perfetto. Luca è a Pavia da quest’anno accademico e a lui chiediamo come la città di Pisa vive la regata visto che quest’anno si svolgerà proprio sull’Arno.

«Il giorno in cui si svolge la Pavia-Pisa c’è molto pubblico, nei giorni precedenti i pisani cominciano a fare battute, soprattutto gli studenti universitari. La regata sta diventando conosciuta quanto quella delle Repubbliche Marinare che da sempre coinvolge tutti i pisani. Io l’ho sempre vista da spettatore, chissà se un giorno farò parte dell’equipaggio pavese…»

cosa c’entra il panettone con la regata? http://www.cuspavia.org/news/450-il-14-maggio-si-terra-la-regata-pavia-pisa-sull-arno

nella foto Ceasre Dacarro, presidente del CUS Pavia e Gianluca Santi.