Chi viene a Pavia a studiare Medicina trova un buon CUS

La facoltà di Medicina dell’Università di Pavia è risultata la migliore d’Italia secondo un recente sondaggio. Il CUS  dell’ateneo è all’altezza? Lo abbiamo chiesto ai suoi atleti, dottori o studenti in Medicina.

CORRADO REGALBUTO, 28 anni, di Varese, neolaureato in medicina e campione di canottaggio (sette titoli Italiani oltre a ventuno medaglie tricolori. Tre argenti mondiali: uno in quattro senza Under 23 PL nel 2010 e due in quattro senza Pesi Leggeri ai Mondiali universitari del 2012 e del 2014). Corrado (nella foto) racconta perchè ha scelto la facoltà di medicina dell’università di Pavia e della sua esperienza come atleta di top level.

«Finite le scuole superiori ero a un bivio. Ero un atleta della Nazionale, avevo già vinto tre campionati italiani. Avevo due sogni: fare il medico e continuare a essere un atleta della Nazionale. Il mio allenatore Guerino Zingaro mi disse che le alternative erano due: entrare in un corpo militare o andare al CUS Pavia. Questa seconda indicazione mi rese felice, visto che a Pavia potevo frequentare una facoltà di medicina molto quotata».

«Durante gli studi sono stato ospite del collegio Volta. L’esame che mi ha fatto penare di più è stato Patologia generale perch&e133; contemporaneamente stavo preparando i Campionati mondiali assoluti. Mi alzavo alle 5 del mattino per studiare perch&e133; alle 8 iniziavano gli allenamenti. Nel pomeriggio, poco riposo e sotto ancora a studiare. In ogni caso, ho vissuto senza pressioni nè da parte della Facoltà di Medicina n&e133; da parte del CUS Pavia. Un equilibrio che io e la mia famiglia abbiamo apprezzato».

AGNESE BOVIO, 24 anni, di Genova, al 6° anno di Medicina con l’obiettivo di specializzarsi in Ortopedia. Agnese è capitano de Le Rocce, squadra di rugby femminile che gioca in serie A.

«Mi sono trasferita a Pavia per frequentare la facoltà di medicina che più persone mi avevano consigliato. Con il trasferimento, però, pensavo di non poter più giocare a rugby, cosa che facevo da parecchi anni a Genova, ma ebbi fortuna. In quel periodo al CUS Pavia stava rinascendo la squadra di rugby femminile. Le Fenici, appunto».

«Dopo qualche anno di rodaggio, quest’anno la scelta di fare il campionato di serie A. Ora gli allenamenti sono tanti e impegnativi e giochiamo almeno due domeniche al mese. La nostra partecipazione alla Serie A rappresenta una formidabile esperienza. Per questo mi sento di ringraziare il CUS Pavia che posso dire essere al top come la facoltà di Medicina».

FRANCESCO BISERNI, 23 anni, di Salice Terme, al 4° anno di Medicina. Più volte qualificatosi alle Prove Nazionale di scherma, Francesco, insieme ai compagni di squadra, parteciperà a maggio alla Coppa Italia.

«Da quando avevo 17 anni avevo due desideri: volevo continuare a fare scherma e volevo diventare un medico. La scherma l’avevo conosciuta proprio al CUS Pavia in quel periodo, dopo aver abbandonato l’atletica. Contemporaneamente mi nacque la passione per la professione medica sia come studio sia come lavoro. Con l’iscrizione alla facoltà di medicina dell’università di Pavia avrei potuto realizzare entrambi i miei sogni. Cos&#236 è stato».

«Sono molto soddisfatto dei miei percorsi che considero entrambi formativi. Anche in fatto di organizzazione dei tempi dello studio e degli allenamenti. Ho imparato, infatti, che il tempo bisogna saperlo usare»

ALESSANDRA INZOLI, 21 anni, di Cesano Maderno, 3° anno alla facoltà di Medicina. Gioca nella 1ma Divisione di Pallavolo del CUS Pavia.

«Il fatto che la facoltà di Medicina dell’Università di Pavia sia molto valida mi ha permesso di continuare a giocare a pallavolo partecipando a un Campionato. Infatti, mi sono iscritta alla facoltà che volevo fare e ho avuto la possibilità di trasferirmi a Pavia. In questo modo non faccio più la pendolare Cesano Maderno-Pavia-Cesano Maderno per gli allenamenti e per le partite come facevo alle scuole superiori».

«Un equilibrio di cui sono molto contenta. Al CUS Pavia mi trovo bene, gioco in 1ma Divisione e attualmente siamo a metà classifica. Non posso fare confronti fra la facoltà di Medicina di Pavia e le altre, ma posso dire che gli insegnanti che ho incontrato durante questi anni di studio hanno saputo far appassionare alle materie d’insegnamento».


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