Il 2016 del Rugby

Fra gli obiettivi della stagione 2015/2016 alcuni sono stati già raggiunti. Uno, ad esempio, sorprende. Siamo nel Rugby, uno sport che continua a stupire. Nino Prini, direttore della sezione, ci informa sullo stato dell’arte.

 

Il 2016 si apre su buone basi, adesso bisogna costruire. Il gruppo è coeso e i bambini del minirugby che sfilano con la Seniores, prima della partita, ne è una sintesi. Nino Prini, allenatore di tre livello della FIR, sottolinea i meriti agonistici. Che non sono rappresentati solo dal segno + in classifica. 

Quali sono i principali obiettivi già raggiunti?

Diversi giocatori della Seniores arrivano proprio dal minirugby come Federico Roberto, Jacopo Tavaroli, Pietro Contarato, Mattia Giglio, Edoardo Nicolato, Guglielmo Verona che si è trasferito in Inghilterra per studio e che là continua a giocare a rugby.

Quali sono gli obiettivi agonistici del 2016?

La Seniores, allenata da Peter Frogget e capitanata da Roberto Zambianchi, si è riscattata: sinora ha vinto 9 partite su 10, il gruppo è molto motivato e ha cominciato a lavorare sin dallo scorso giugno. Cos&#236 ha conquistato la poule promozione che adesso va giocata bene. La Under 18, allenata da Nicola Cozzi, è stata una piacevole sorpresa e sta disputando il campionato elite regionale, prima volta nella storia del CUS Pavia Rugby. E alcuni di loro hanno cominciato a giocare con la seniores dove hanno dimostrato di essere all’altezza. Sta nascendo la Under 16 femminile. E poi c’è la serie A femminile.

Che non va molto bene…

Sbagliato. E' l’esempio dello spirito sportivo allo stato puro. Hanno esordito in un campionato difficilissimo e stanno collezionando punteggi negativi, ma il gruppo non si sta perdendo d’animo, continua ad allenarsi con impegno e a andare in campo e gioire per i miglioramenti. La meta della scorsa domenica è stata motivante. Ci sono state squadre che, a parità di condizioni, si sono ritirate. Loro no. E' il loro punto di forza di tutte le ragazze a partire dalla capitana Agnese Bovio.

Oltre 150 bambini che fanno rugby, una moda?

Non più, alle famiglie piace che i loro figli provino questa disciplina. Con i bambini abbiamo un approccio educativo sia per la motricità sia per la sfera emotiva. Il minirugby è il nostro fiore all’occhiello. Gli studi hanno dimostrato che il contatto fisico del rugby aiuta i bambini a superare tante loro paure. Non solo. Imparano la differenza fra rissa e combattimento con delle regole da seguire che implicano un rapporto con l’avversario. Ecco, l’avversario. Mi piace ricordare che nel rugby le squadre si prestano i giocatori per giocare la singola partita. Quindi sin da bambini si diventa consapevoli di cosa significa avere un ruolo e della possibilità che questo cambi. E di conseguenza ti fa cambiare il modo di comportarsi, sempre nelle regole.

Come si vive il terzo tempo al CUS Pavia Rugby?

Nel 2016 sarebbe bello poter cominciare a pensare di migliorare la struttura che accoglie le squadre e le famiglie a fine partita. Ora abbiamo un tendone. Quando fa freddo siamo costretti a spostarci in qualche bar. Vorrei riconoscere a tutti i genitori il merito di partecipare in modo attivo anche a questa importante parte delle partite. Il terzo tempo non è un semplice pranzo, tutti insieme. Per via dei gironi, i giocatori e le famiglie si incontrano più volte e cos&#236 diventa un ritrovarsi per condividere la stessa avventura sportiva.

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